Verso Monza e oltre ( Storie di treni e ordinaria follia) 2

Ci sono giornate che partono male e non hai dubbi sul fatto che possano finire solo meglio. Ieri non era una di quelle, l'inizio era stato mediocre come spesso succede in un giorno infrasettimanale, solo un po' più lieve perchè il venerdì sa già un po' di week end, verso il finale però ha un po' virato sul surreale, vi risparmio la cronaca di sfighe ordinarie come imprevisti, ritardi dei mezzi, attese infinite su panchine al sole o orari folli dato che sono un po' noiose e per nulla originali, concentriamoci sull'essenza...
METRO: guardo il cellulare, appollaiata sul sedile verdino, stretta stretta, lo zaino in spalla, stranamente si riesce a respirare nella vagone possiedo dello spazio vitale.
- Scusi?
- Mi dica
- Le dispiacerebbe darci un parere siamo ballerini?
- Di danza non capisco nulla...
Non sembra interessargli la mia preparazione, i due, uomo e donna, mi sottopongono un video di un signore in mutande che volteggia soavemente.
- Ci da un parere?
- Mi pare che balli bene?
Seguono domande tecniche, non capisco, annuisco e ripeto che non me ne intendo.
- Ma lo trova un bel uomo?
- Piacevole
rimango sul vago, ho sonno e fatico a digerire la torta salata che ho ingurgitato come se non mangiassi da mesi.
Mi fanno altre domande, tecniche, mi salva la fermata sorrido e vado via, dovrò migliorare la mia preparazione sulla danza penso, mentre mi precipito su per le scale fisse, che in molti devono aver scambiato per una toilette formato gigante.
AUTOBUS:
leggo Dylan Dog, la pace, c'è quasi silenzio , mi godo un attimo di riposo.
- Ciao, piace anche a me!
La conversazione pare piacevole, una ragazza giovane, simpatica un po' strana ma mi fa piacere dopo tutto che ci sia ancora gente che chiacchiera sui mezzi ( a parte quando mi confidano dettagli intimi sui propri divorzi, parti, operazioni, vite sentimentali e problemi psichiatrici).
- Sai io vedo i fantasmi?
Bene... ci risiamo.
- Ah..
- Mi parlano dalla radio e li vedo in giro.
- Ma ti dicono cose belle?
- Sì certo, sono felici, sento anche i bambini che ridono.
Pare soddisfatta, il vecchietto che le è seduto vicino ha spalancato due occhi che pare un gufo, mi viene da ridere.
Continuo a chiacchierare... meglio vedere fantasmi allegri che tristi, dopo tutto.
TRENO:
non manca molto alla destinazione.
Mi si siede davanti Andreotti, uguale uguale e non si può dire avesse una fisionomia così comune.
" Taci che i fantasmi li vedo anche io e nemmeno troppo contenti, penso"
- Si ricorda i tempi della DC
" non è possibile" che sia un fantasma e anche che io mi ricordi qualcosa successo prima della mia nascita.
Segue monologo politico sugli anni 70-80, voglio dormire, evaporare, un divano.
Il nome della mia fermata in bianco su blu non mi è mai parso così bello.
La settimana è finita ma lunedì ne inizia una nuova... chissà magari questa volta incontrerò Berlinguer così mi faccio un buon ripasso di storia contemporanea e manteniamo la parcondicio!