600km di pioggia, nebbia e vento per ritrovarsi a Velemer.

Ho un ricordo vago delle elementari ma sono certa che qualcuno in quel periodo mi aveva assicurato che il vento le nebbia e la pioggia non vanno d'accordo... Bhe noi siamo stati fortunatissimi perchè nei nostri 600 km le abbiamo incontrate tutte e tre, ripetutamente, insieme e separate.
Il freddo ci fa scordare che è Agosto, l'acqua dopo i primi 100 km di diluvio e vento contrario si è già fatta largo nella tuta che doveva essere impermeabile, cola negli stivali, non si salvano nemmeno le mutande e noi abbiamo prenotato la nottata a Velemer.
Dov'è Velemer?
Ci era parso di saperlo qualche sera prima, vicino al confine con la Slovenia si era detto...
Qualcuno ha mai sentito parlare di questo borgo sperduto? Immagino di no...
Noi giungiamo in serata sotto un cielo plumbeo ma che pare essere deciso a smettere di lavarci, arriviamo dopo un tea caldo preso all'area di sosta e sopratutto dopo una cinquantina di km di deliziosa pianura dove ad eccezione di case in vendita, cascine abbandonate, chiese e qualche ufficio postale non c'è niente.
Velemer è una lunga strada circondata da campi con traverse laterali che sono "parti" di quella stessa via che percorriamo ansiosi di trovare la nostra pensione.
Il posto è bello i gestori affabili anche se non parlano una parola di inglese che è poi l'unica lingua che parlo io.
La casa è antica, lo è la struttura e il bellissimo mobilio, lo sono i letti e Davide è alto due metri, praticamente si trova a dormire in quella che per lui è più o meno una culla.
Ma va tutto bene, c'è un bagno, fa caldo...
Ci mettiamo vestiti asciutti, ci buttiamo in una doccia bollente, mangiamo arachidi e fosse stato per me ci saremmo infilati a letto per dimenticare la "bella giornata trascorsa" e invece... I morsi della fame si fanno sentire.
- Dov'è il ristorante?
- Ce n'è uno sulla via perpendicolare a circa 5 km
Di via c'è solo quella quindi... anche a gesti non è difficile da capire, ma la imbocchiamo nella direzione sbagliata.
Arriviamo a un bar dove chiedo in 3 lingue al proprietario se si può mangiare e lui ovviamente sa quella che capisco meno: il tedesco ( ho fatto un corso a conclusione del quale capisco 20 parole e ne so dire 4... sono incredibilmente negata) per mangiare dobbiamo andare 10 km nella direzione opposta, verso il centro, e così sia.
Ovviamente arriviamo a un ristorante quasi deserto, ovviamente la cameriera parla perfettamente l'ungherese e molto bene il tedesco e ovviamente sono le uniche lingue in cui è scritto il menù.
Ci sono giornate che non diventano semplici nemmeno nel finale... Non semplici ma ottime perchè il cibo è buonissimo ( anche se al momento dell'ordine non sappiamo esattamente cosa abbiamo scelto).
E così, dopo essere rientrati, finisce la nostra giornata a Velemer... sappiate che in centro c'è una chiesa con bellissimi affreschi ma vi dirò... di visitarla non ne abbiamo avuto la forza.
la foto è fatta con il mio vecchio cellulare ed è l'unica testimonianza del nostro folle viaggio