Perché l'Estonia? Le mie Ragioni (Parte 2)


Questo articolo non era pensato per essere diviso in due. Purtroppo pare che le mie ragioni per l'Estonia eccedano la ragionevole lunghezza di un singolo articolo da blog. Ho perciò deciso di spezzarlo in due, e spero che perdonerete questa verbosità.

Quando si ama, si parla sempre troppo. Quando si ama un posto, che non può rispondere o zittirti con un "e basta, ho capito il concetto", questo problema diventa ancora più grande. Perciò ecco qui le mie ultime ragioni. Se non ne trovo altre nel frattempo.

Kalamaja, Tallinn: futura casa dei sogni o degli incubi?

Suoni e Musica

Il primo impatto con la lingua estone è abbastanza sorprendente. Non somiglia a nulla di conosciuto, all'inizio l'orecchio la percepisce come un flusso unico di schiocchi e suoni liquidi. Distinguere le singole parole è impegnativo. La confusione delle prime spese al supermercato raggiunge livelli comici una volta che ti accorgi che molti prodotti presentano etichette in cinque o sei lingue diverse, nessuna delle quali è comprensibile per te. Se conosci finlandese, russo, lettone, lituano o svedese te la cavi. Inglese? Niente.

Nonostante queste difficoltà iniziali, mi sono affezionata in fretta ai suoni dell'estone, che mi ricorda un po' una lingua da folletti. Musicale e unica nel suo genere. In effetti, i miei ricordi di Tallinn sono strettamente legati ai suoni e alla musica: le strade del centro storico pullulano di musicisti. Fra i più insoliti ricordo un chitarrista che suonava metal a tutto spiano su una chitarra elettrica con tanto di amplificatore portatile, e un suonatore di bicchieri. Alcuni andavano e venivano, mentre altri sono rimasti per tutta l'estate: il chitarrista era sempre nella stessa via del centro storico, in mezzo ai lavori in corso, un contesto stranamente appropriato alla sua musica. Invece ricordo un violoncellista che vidi una volta sola, mentre in giacca e camicia suonava musica classica sui gradini di una banca. La musica, delle voci e delle strade, mi torna subito in mente appena penso a Tallinn; allora, senza sforzo sento di nuovo nelle orecchie l'assolo del chitarrista metal o gli annunci delle fermate sul tram. Ed è come tornare.

Alcuni personaggi ci colpiscono in modo inspiegabile e indelebile

La Storia che non ti Aspetti

La storia dell'Estonia presenta due tratti fondamentali in comune con quella della mia Sardegna. Risulta poco conosciuta all'esterno ed è costellata di invasioni, rivolte, dominazioni e ribaltamenti di forze. La popolazione dell'Estonia è, come ho già detto, poco numerosa, eppure la loro identità e conoscenza della propria storia è forte. Dal XIII secolo nel paese si sono succeduti ordini crociati germanici, Danesi, Svedesi, l'Impero Russo, i tedeschi durante entrambe le guerre mondiali, per tornare poi alla Russia comunista fino al 1991. Breve parentesi di indipendenza in questo periodo, dal 1918 al 1939, quando le repubbliche baltiche si trovarono strette tra l'incudine di Hitler e il martello di Stalin. 

Io la storia estone l'ho conosciuta a poco a poco nei vari tour guidati, spesso gratuiti, per Tallinn e giri per musei. I musei di Tallinn sono sorprendenti e spaziano attraverso i campi più vari, dall'arte all'architettura alla storia della navigazione. Uno che rimpiango di non aver visitato, Rocca al Mare (ebbene sì) non è altro che una ricostruzione all'aperto delle vecchie abitazioni e attività tipiche estoni. Un museo etnografico immerso nel verde, che mi è stato descritto come estremamente piacevole in una bella giornata estiva (sì, in estate c'è il sole in Estonia, e che sole!). Un museo che invece ho visitato è Seaplane Harbour, una struttura in zona portuale costruita come un hangar e illuminata interamente in blu all'interno. Un museo navale che espone antiche imbarcazioni per la caccia alla foca, uniformi da indossare, e armi tedesche o russe, a seconda del periodo e del 'padrone' di turno. Finito il giro all'interno di questo mondo sommerso, si sale in superficie... Per tornare sotto! Il museo infatti include la visita a un sottomarino e una nave ormeggiati proprio accanto. Alla fine tutti si sentono un po' marinai. 

Dite la verità: non vi sentite anche voi un po' in fondo al mare?

Rinnovamento e Recupero

L'Estonia si trova in una fase di indipendenza e relativa stabilità da più di vent'anni, seppur con qualche preoccupazione di tanto in tanto dovuta all'ingombrante vicino russo. In ogni caso si tratta perlopiù di un pensiero che rimane sotto la superficie, e occasionalmente si affaccia nella dichiarazione del politico di turno o nell'arrivo di nuove truppe NATO a scopo 'preventivo', che non si sa mai. In ogni caso l'Estonia dopo il duemila è diventata uno degli stati dalla crescita più rapida in Europa, e perfino dopo l'inizio della recessione ha mantenuto uno dei debiti pubblici più bassi. 

Vivendo in Estonia per qualche mese, si nota quanto tutto appaia giovane o in fase di rinnovamento. Il paese ha scommesso sul taglio delle spese burocratiche, grazie a procedure completamente informatizzate, e sul facilitare l'avvio di nuove imprese. A Tallinn è possibile assistere alla nascita rapida di palazzi e appartamenti, e allo stesso modo alla riqualificazione di edifici in fase di degrado. 
Un esempio notevole è l'area di Kalamaja, dove ci si perde tra vie costeggiate da case in legno completamente ristrutturate o in via di recupero, per arrivare poi a Telliskivi. Telliskivi è difficile da descrivere. Sul sito viene definita "Creative city", e davvero forse non c'è espressione migliore. Blocco industriale risalente alla seconda metà dell'Ottocento, viene recuperato nel 2009 per diventare una zona di "economia creativa". All'interno di questo grigio gruppo di palazzi costeggiato dai binari di una ferrovia in disuso, si trova di tutto: negozi di commercio equo e solidale, workshop di arte, corsi di yoga, ristoranti e caffè di ottima qualità, spazi da affittare per mostre, eventi, seminari. Il tutto in un ambiente che mantiene inalterato il suo carattere 'post industriale'. 

Telliskivi è il sogno di ogni hipster e di ogni studente di architettura, e probabilmente la migliore rappresentazione dell'Estonia oggi. Un paese che sa interpretare le proprie risorse sulla base dei nuovi trend dell'economia, sfruttando ampiamente il meglio del digitale e incoraggiando i giovani a farsi avanti. Un posto dove lo sviluppo ancora non è stato avvelenato dall'arrivismo e dalla commercializzazione di qualunque bellezza. Un paese che ti fa credere che ancora sia possibile unire crescita, autenticità e rispetto delle persone e dell'ambiente.  

Tramonto su Telliskivi, quasi troppo perfetto per essere vero.

Questo senso di equilibrio, di freschezza e nuove opportunità è forse il motivo che più mi ha spinto a legarmi all'Estonia. Un paese che mi ha regalato qualcosa di inestimabile: la fiducia. 

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